Il convegno internazionale nel centenario della nascita del magistrato sciclitano. Dopo l’apertura con il sindaco Mario Marino e i lavori a Palazzo Spadaro, oggi la terza sessione al Museo d’arte contemporanea del Carmine
Letteratura e giustizia si incontrano a Scicli nel segno di Severino Santiapichi, magistrato nato nella città barocca nel 1926 e protagonista di alcune delle pagine giudiziarie più importanti della storia repubblicana.
Ha preso il via ieri il convegno dell’Associazione internazionale dei critici letterari, coorganizzato con il Comune di Scicli, dal titolo “Letteratura e giustizia. Nel centenario della nascita del giudice Severino Santiapichi”.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Mario Marino, che ha dedicato una prolusione alla figura del magistrato sciclitano, ripercorrendone il lungo percorso professionale.
Avvocato, pretore e magistrato, Santiapichi fu presidente della Prima Corte d’Assise di Roma, procuratore generale della Repubblica di Perugia e procuratore ad honorem della Corte di Cassazione. Nel corso della sua carriera presiedette processi di grande rilievo, tra cui quello per l’attentato a Giovanni Paolo II e il processo Moro-bis. La sua esperienza professionale ebbe anche una dimensione internazionale: fu vicepresidente della Corte Suprema in Somalia e partecipò al percorso costituente del Paese africano.
Dopo l’intervento del sindaco, hanno portato il loro saluto istituzionale la presidente del Consiglio comunale Desirè Ficili e l’assessore alla Cultura Giuseppe Mariotta.
Nel pomeriggio il confronto è proseguito a Palazzo Spadaro, con la partecipazione di studiosi e relatori internazionali chiamati ad approfondire il rapporto tra letteratura, diritto e giustizia. Gli atti del convegno sono stati pubblicati da Nemapress Edizioni.
Oggi la terza sessione al Carmine
Il programma prosegue questa mattina, sabato 3 ottobre, dalle 10 alle 13.30, al Museo d’arte contemporanea del Carmine.
La terza sessione prevede gli interventi del francese Jean-Pierre Castellani, sul rapporto tra giustizia e lo scrittore André Gide; Flora Salveti, sull’irlandese Colum McCann e il caso di Diane Forley; lo spagnolo Francisco Morales Lomas, sull’esilio interiore di Vicente Aleixandre; Antonio Maria Masia, con un intervento dedicato a Dante Alighieri, Antonio Gramsci ed Enzo Tortora; Monica Tronci, sulla figura di Eleonora d’Arborea e la sua scrittura giuridica; e Neria De Giovanni, che approfondirà “La Giustizia”, romanzo poco noto di Grazia Deledda pubblicato nel 1899.
A presiedere la sessione sarà Angel Basanta, vicepresidente dell’Associazione internazionale dei critici letterari.
Un appuntamento che, nel centenario della nascita di Severino Santiapichi, riporta l’attenzione sulla figura di un magistrato sciclitano la cui carriera si è intrecciata con vicende giudiziarie di primo piano, proponendo al tempo stesso una riflessione internazionale sul rapporto tra letteratura, diritto e giustizia.

