Scicli, agricoltori e operatori economici non arretrano: alle 11.30 incontro in Prefettura, ma i manifestanti resteranno al presidio. La revoca del fermo del Comitato Trasportatori Siciliani non spegne la mobilitazione.
La protesta non si ferma e ad Arizza, frazione di Scicli, il presidio continua a crescere. Rispetto alla giornata di ieri si registrano nuove adesioni, segnale di un malcontento che resta forte nonostante l’annuncio della revoca del fermo dei servizi da parte del Comitato Trasportatori Siciliani (CTS). Il messaggio che arriva dal presidio è chiaro: la mobilitazione va avanti perché, per chi è rimasto in strada, le risposte attese non sono ancora arrivate.
Alle 11.30 incontro in Prefettura, ma il presidio non si sposta
Alle 11.30 è previsto un incontro in Prefettura, ma i manifestanti presenti ad Arizza non intendono partecipare. La loro scelta è restare sul posto, mantenere vivo il presidio e attendere un segnale concreto dalle istituzioni. Non chiedono soltanto un confronto nelle sedi istituzionali: si aspettano che siano i rappresentanti delle istituzioni a raggiungerli, andando direttamente ad Arizza per ascoltare le ragioni della protesta.
È questa la richiesta che accompagna la mobilitazione: una presenza concreta, un confronto diretto con chi vive ogni giorno le difficoltà del mondo produttivo e una presa in carico delle questioni sollevate. Il presidio vuole diventare il luogo in cui le istituzioni incontrano agricoltori, artigiani, autotrasportatori e operatori economici, ascoltandone le preoccupazioni senza filtri.
La revoca del fermo non chiude la protesta
La decisione del CTS di revocare il fermo dei servizi è arrivata dopo il confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il Comitato ha annunciato l’apertura sulla base degli impegni assunti dal Governo, tra cui lo sblocco di risorse per l’autotrasporto, ma ha precisato che le aziende resteranno in stato di agitazione fino alla soluzione delle questioni ancora aperte. Anche in altre aree della Sicilia, tuttavia, la protesta non si è esaurita automaticamente con l’annuncio della revoca: alcuni presidi sono proseguiti, mentre resta da verificare l’effettivo ritorno alla normalità della circolazione delle merci.
Ad Arizza la mobilitazione ha una portata più ampia rispetto alla sola vertenza dei trasporti. Accanto alle difficoltà degli autotrasportatori ci sono quelle degli agricoltori e delle piccole imprese, che denunciano costi crescenti e margini sempre più ridotti. Per chi protesta, gli annunci del Governo non bastano se non si traducono in misure capaci di sostenere l’intera filiera produttiva.
Il nodo delle merci e le preoccupazioni per l’economia iblea
Il fermo dei giorni scorsi ha avuto ripercussioni sulla logistica e sulla distribuzione delle merci in Sicilia. Nel Ragusano le preoccupazioni riguardano in particolare il comparto agricolo, dove i tempi di raccolta, confezionamento e spedizione sono spesso molto stretti. Confagricoltura Ragusa ha chiesto un tavolo urgente in Prefettura per affrontare le conseguenze del blocco sulle aziende agricole, segnalando i rischi per i prodotti ortofrutticoli già confezionati e per la raccolta del latte nelle stalle.
La revoca del fermo da parte del CTS rappresenta dunque un passaggio importante, ma non cancella le tensioni né risolve automaticamente le difficoltà delle imprese. Ad Arizza, chi continua a presidiare chiede che la crisi venga affrontata nella sua complessità, senza lasciare indietro i settori che non si sentono rappresentati dagli accordi raggiunti sul fronte dell’autotrasporto.
Arizza aspetta un segnale dalle istituzioni
La giornata si apre quindi con un presidio che, anziché svuotarsi, registra nuove adesioni. Alle 11.30 il confronto si svolgerà in Prefettura, ma ad Arizza l’attenzione resta rivolta a un possibile arrivo delle istituzioni sul posto. I manifestanti aspettano che qualcuno raggiunga il presidio e si confronti direttamente con loro.
La richiesta è semplice, ma politicamente significativa: esserci, ascoltare e dare risposte. Finché questo passaggio non arriverà, la protesta di Arizza continuerà a tenere alta l’attenzione sulla crisi delle imprese e dell’agricoltura nel territorio ibleo.

