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Caro carburanti e tasse, Buscema avverte il Governo: «La rabbia non può essere ignorata»

La coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa visita il presidio di Arizza e dà voce al malessere di agricoltori, autotrasportatori e artigiani. «Rischiamo una guerra tra poveri. Servono risposte concrete su carburanti, tasse e costi d’impresa».


La revoca del fermo da parte del Comitato trasportatori siciliani non ha spento la protesta nel Ragusano. In provincia di Ragusa, agricoltori, artigiani e operatori economici continuano a manifestare, ritenendo ancora irrisolte le criticità che hanno alimentato la mobilitazione. Una situazione sulla quale interviene Marianna Buscema, coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, che lancia un messaggio diretto al Governo nazionale: «No, Giorgia Meloni, non va tutto bene».

Presidio di Arizza, Buscema ascolta le ragioni della protesta

Buscema ha visitato nella mattinata di ieri il presidio di Arizza, dove ha incontrato alcuni dei manifestanti e ascoltato le loro richieste. Al centro del malcontento ci sono il caro carburanti, l’aumento dei costi di gestione, la pressione fiscale e le difficoltà quotidiane che gravano sulle imprese e sulle famiglie.
«Dietro questa protesta non ci sono slogan o strumentalizzazioni, ma persone in carne e ossa, famiglie, lavoratori e imprenditori che ogni giorno combattono contro l’aumento dei costi, il caro carburanti, la pressione fiscale e le crescenti difficoltà nel mantenere in piedi le proprie attività», afferma la coordinatrice provinciale di Italia Viva.
Per Buscema, la mobilitazione rappresenta un segnale di disagio economico e sociale che le istituzioni non possono ignorare. La revoca del blocco da parte dei trasportatori siciliani, dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini, costituisce un’apertura, ma non risolve automaticamente i problemi delle altre categorie produttive.

«La protesta continua perché mancano risposte adeguate»

Secondo la coordinatrice di Italia Viva, la scelta di numerosi agricoltori e artigiani di proseguire la mobilitazione dimostra che gli impegni annunciati sul fronte dell’autotrasporto non sono sufficienti a rispondere alle difficoltà dell’intero tessuto economico ibleo.
«Prendo atto degli impegni assunti dal Governo e degli accordi raggiunti con una parte del comparto dell’autotrasporto. Tuttavia, in queste ore in provincia di Ragusa molti agricoltori e artigiani hanno scelto di continuare la protesta perché ritengono di non avere ancora ricevuto risposte adeguate. È un segnale che la politica non può ignorare», sottolinea Buscema.
Il rischio, avverte, è che il disagio si trasformi in uno scontro tra categorie che, pur operando in settori diversi, condividono le stesse difficoltà economiche. I blocchi possono provocare danni ad altre imprese, compromettere le consegne e creare disagi ai cittadini, ma per affrontare la crisi occorre intervenire sulle cause che hanno spinto lavoratori e imprenditori a protestare.

«Una guerra tra poveri che non porta soluzioni»

È questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento politico di Buscema. La coordinatrice provinciale riconosce le conseguenze della mobilitazione sul territorio, ma invita a non fermarsi agli effetti immediati della protesta.
«Quando chi lavora protesta contro chi lavora, siamo di fronte a una pericolosa guerra tra poveri che non porta alcuna soluzione», dichiara.
Un richiamo che riguarda da vicino la provincia di Ragusa, dove agricoltura, autotrasporto, artigianato e commercio sono legati da rapporti economici e logistici stretti. Le difficoltà di un comparto rischiano di propagarsi rapidamente agli altri, mettendo sotto pressione l’intero sistema produttivo.
Per Buscema, la priorità deve essere quindi quella di aprire un confronto concreto con le categorie coinvolte, evitando che la contrapposizione tra lavoratori e imprese finisca per aggravare una situazione già difficile.

L’attacco a Giorgia Meloni: «Non basta raccontare un Paese che cresce»

La coordinatrice provinciale di Italia Viva allarga poi il discorso alla politica economica del Governo Meloni, criticando una narrazione nazionale che, a suo giudizio, non rispecchia pienamente le difficoltà vissute da molte famiglie e attività produttive.
«No, Giorgia Meloni, non va tutto bene. Non basta raccontare un Paese che cresce se poi migliaia di famiglie e imprese fanno sempre più fatica a sostenere le spese quotidiane», afferma.
Buscema contesta inoltre un approccio che punti sull’inasprimento delle sanzioni e delle norme senza affrontare le ragioni economiche alla base del malcontento. Il dissenso, sostiene, non può essere liquidato o minimizzato quando nasce da problemi concreti che incidono sulla capacità di lavorare, produrre e mantenere un’attività.

Carburanti, tasse e sostegno alle imprese: le richieste di Italia Viva

La proposta politica indicata da Buscema punta su misure strutturali per ridurre il peso dei costi sulle categorie produttive. Tra le priorità individua interventi sul prezzo dei carburanti, una riduzione della pressione fiscale e strumenti di sostegno per chi crea ricchezza e occupazione.
«Il compito della politica non è reprimere il dissenso o minimizzare il disagio sociale, ma creare occasioni di confronto e costruire soluzioni credibili», sottolinea.
La richiesta è che le istituzioni tornino ad ascoltare il territorio, dando risposte capaci di incidere realmente sui bilanci delle imprese e sulla vita quotidiana dei lavoratori. Un’esigenza particolarmente sentita in un’area come quella iblea, dove il comparto agricolo e le attività collegate rappresentano una componente fondamentale dell’economia locale.

«La protesta va ascoltata, non repressa»

Il messaggio finale della coordinatrice provinciale di Italia Viva è un appello al dialogo e alla responsabilità istituzionale. Le persone che partecipano alla mobilitazione, afferma, non chiedono privilegi, ma condizioni che consentano loro di continuare a lavorare dignitosamente.
«Ignorare questo grido d’allarme sarebbe un errore grave. La politica ha il dovere di intervenire prima che la rabbia e la sfiducia prendano definitivamente il posto del dialogo e della speranza», conclude Buscema.
La protesta nel Ragusano riporta così al centro il rapporto tra crisi dei costi, sostenibilità delle imprese e risposte della politica. La sfida, adesso, è evitare che le difficoltà di agricoltori, autotrasportatori e artigiani si traducano in una contrapposizione tra categorie, individuando soluzioni concrete prima che le tensioni economiche e sociali si aggravino ulteriormente.

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