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Sono stati i giovani a ritrovare quelle storie: medaglia d’onore per 13 militari modicani deportati nei lager

La memoria di tredici militari modicani, deportati e internati nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, torna a vivere attraverso un importante riconoscimento della Repubblica Italiana. Il prossimo 18 settembre, alle ore 11, nei Saloni di Rappresentanza della Prefettura di Ragusa, si terrà la cerimonia di consegna delle “Medaglie d’Onore”, conferite dal Presidente della Repubblica con decreto del 25 giugno 2026.
Si tratta di un momento di forte valore civile e storico, destinato a riportare alla luce vicende personali rimaste per decenni affidate alla memoria familiare. Tredici storie di uomini coinvolti negli eventi più drammatici del Novecento che, attraverso il riconoscimento istituzionale, diventano oggi patrimonio della comunità. La cerimonia delle Medaglie d’Onore in Prefettura a Ragusa

L’iniziativa è promossa dal Prefetto di Ragusa, Tania Giallongo, con l’obiettivo di preservare e tramandare la memoria delle vittime delle deportazioni e dell’internamento. Un tributo che non guarda soltanto al passato, ma che intende rivolgersi soprattutto alle nuove generazioni, affinché la conoscenza della storia possa diventare uno strumento concreto di consapevolezza.
Le Medaglie d’Onore rappresentano infatti un riconoscimento alla sofferenza e al sacrificio di militari che, dopo essere stati catturati, furono deportati e internati nei campi nazisti. Dietro ogni medaglia c’è una vicenda umana fatta di privazioni, dolore, lontananza e resistenza, ma anche una memoria familiare che rischiava di perdersi con il trascorrere delle generazioni.

Gli studenti di Modica riportano alla luce le storie dimenticate

Dietro questo importante traguardo istituzionale c’è anche il lavoro appassionato degli studenti delle classi quinte dell’I.I.S. “G. Galilei – T. Campailla” di Modica. È proprio dai giovani ricercatori che è partito il desiderio di conoscere più a fondo le vicende dei propri antenati e di ricostruire, attraverso documenti e testimonianze, frammenti di biografie rimaste a lungo nell’ombra.
Un percorso di ricerca che ha trasformato la curiosità personale in un autentico lavoro di analisi storica. Gli studenti hanno cercato tracce, ricostruito percorsi individuali e restituito un volto e una storia a uomini che le vicende della guerra avevano consegnato all’oblio.
Il risultato è un prezioso lavoro di memoria collettiva, nel quale la scuola assume un ruolo fondamentale: non soltanto luogo di apprendimento, ma spazio nel quale il passato viene interrogato, studiato e consegnato alle nuove generazioni.

Dalla memoria familiare alla memoria collettiva

Le vicende dei tredici militari modicani dimostrano quanto sia importante partire dalle storie individuali per comprendere la grande Storia. Dietro le date, i luoghi e gli eventi della Seconda guerra mondiale esistono infatti persone, famiglie e comunità che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze della deportazione e dell’internamento.
Il lavoro degli studenti del “Galilei – Campailla” ha consentito di compiere proprio questo passaggio: trasformare la memoria privata in memoria condivisa, restituendo dignità e riconoscibilità a figure che meritano di essere ricordate.
Un percorso reso possibile grazie al supporto del dirigente scolastico dell’istituto modicano e al coordinamento della docente referente d’area, che hanno accompagnato gli studenti nella ricerca e nella ricostruzione delle vicende storiche.

Il valore della scuola nella costruzione della memoria

La partecipazione degli studenti rende ancora più significativo l’appuntamento istituzionale. La ricerca storica condotta dai ragazzi dimostra come la memoria possa diventare un’esperienza concreta, capace di collegare le vicende delle famiglie al patrimonio storico di un intero territorio.
A Modica, le storie dei tredici militari diventano così parte di una narrazione più ampia che coinvolge la scuola, le istituzioni e la comunità. Un filo che unisce passato e presente e che affida proprio ai giovani la responsabilità di custodire ciò che è stato.
Il 18 settembre, nella Prefettura di Ragusa, quelle storie torneranno dunque a essere pronunciate e ricordate pubblicamente. Le tredici Medaglie d’Onore non saranno soltanto riconoscimenti alla memoria, ma simboli di una storia che chiede di non essere dimenticata.

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