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Edilizia, 125 imprese artigiane chiuse in due anni nel Ragusano: «Il caro gasolio sta diventando devastante»

Il diesel è passato da 1,78 a 2,20 euro al litro in poco più di sei mesi. La CNA chiede misure straordinarie e l’adeguamento dei prezzi nei lavori pubblici

RAGUSA – Centoventicinque imprese artigiane del settore delle costruzioni hanno cessato l’attività in provincia di Ragusa nell’arco di due anni, tra il secondo trimestre del 2024 e lo stesso periodo del 2026. Un dato che fotografa le difficoltà attraversate dal comparto edile ibleo e sul quale adesso pesa anche l’aumento dei costi del gasolio e dei prodotti derivati dal petrolio.

A lanciare l’allarme è CNA Edilizia Ragusa, attraverso il presidente Massimo Donzello (nella foto) e il coordinatore del mestiere Giorgio Stracquadanio.

Massimo Donzello

Secondo i dati indicati dall’associazione, a marzo 2026 il diesel costava 1,78 euro al litro, mentre oggi avrebbe raggiunto 2,20 euro, con una crescita indicata da CNA in quasi il 30% nell’arco di poco più di sei mesi.

Un incremento che, per le imprese edili, non si traduce soltanto in un maggiore costo per gli spostamenti. Il carburante serve infatti ad alimentare escavatori, pale meccaniche, autocarri e gli altri mezzi utilizzati nei cantieri. A questo si aggiungono le ripercussioni sulla logistica e sul trasporto delle materie prime.

«L’aumento del gasolio, soprattutto nell’ultima settimana, è diventato devastante – sostiene Donzello – sta colpendo con durezza le lavorazioni, la catena dei trasporti e quindi i costi delle materie prime come acciaio, cemento, bitume e calcestruzzo».

Il problema, secondo CNA, si starebbe estendendo anche direttamente ai prodotti derivati dal petrolio utilizzati in edilizia, tra cui bitume, materiali isolanti, sigillanti e tubature. Per Stracquadanio il timore è che non si tratti più di un fenomeno temporaneo, ma di una condizione destinata a diventare strutturale.

È in questo scenario che assume ancora maggiore peso il dato delle 125 attività artigiane cessate in provincia di Ragusa in due anni.

CNA Edilizia chiede quindi interventi straordinari ai governi regionale e nazionale e si rivolge anche alle stazioni appaltanti del territorio ibleo, sollecitando un rapido adeguamento dei meccanismi utilizzati per determinare i prezzi dei lavori pubblici e l’attivazione di tavoli di monitoraggio sull’andamento delle materie prime.

C’è poi un’altra questione sulla quale l’associazione chiede risposte alla Regione Siciliana: i fondi destinati alla riqualificazione energetica e sismica degli edifici e alla ristrutturazione dei centri storici.

La legge, ricorda CNA, risale a gennaio 2026, ma il settore attende ancora di conoscere tempi e modalità dei bandi. Risorse che, secondo Donzello e Stracquadanio, potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per un comparto che in provincia di Ragusa ha già perso 125 imprese artigiane in appena due anni.

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