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Pozzallo, mancata revoca della cittadinanza onoraria a Pennavaria. Sinistra Italiana attacca: «Un’offesa alla storia e all’antifascismo»

Duro intervento di Sinistra Italiana dopo il voto del Consiglio comunale di Pozzallo che non ha consentito di procedere alla revoca della cittadinanza onoraria conferita nel 1926 a Filippo Pennavaria, esponente del fascismo ragusano. Nel mirino del partito finiscono i cinque consiglieri che non hanno sostenuto la proposta, ma anche le contraddizioni politiche della maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Ammatuna.

La vicenda risale alla seduta consiliare del 19 ottobre, durante la quale è stata affrontata la proposta di cancellare Filippo Pennavaria dall’elenco dei cittadini onorari di Pozzallo. Un riconoscimento risalente a cento anni fa, conferito dal podestà dell’epoca, che continua a suscitare polemiche per il ruolo ricoperto da Pennavaria durante il regime fascista.

«Con sconcerto, turbamento e inquietudine abbiamo appreso la decisione del Consiglio comunale di non dare seguito alla procedura», afferma Sinistra Italiana Pozzallo in una nota, ricordando le responsabilità storiche attribuite a Pennavaria nelle violenze contro braccianti, lavoratori, organizzazioni sindacali ed esponenti antifascisti.

Per il partito, il mantenimento dell’onorificenza rappresenta «un’offesa alla verità storica e un insulto all’intelligenza», oltre che uno schiaffo alla memoria degli antifascisti perseguitati, dei partigiani e delle vittime della guerra.

Al centro delle critiche il comportamento dei cinque consiglieri che, secondo quanto riportato nel comunicato, non hanno sostenuto la revoca: Celestri, Giampietro, Iozzia, Zocco Pisana e Sparacino. Favorevoli alla proposta risultano invece U. Agosta, F. Ammatuna, Giannone, Ballatore e Sorace. Assenti Scarso, Carbone, Sudano, G. Agosta, Sulsenti e Pisana.

Ma la questione, secondo Sinistra Italiana, assume anche una precisa valenza politica. Il partito evidenzia infatti come la proposta avanzata dal sindaco Roberto Ammatuna non abbia trovato il sostegno di tutte le componenti della maggioranza, mettendo ancora una volta in luce le differenti appartenenze politiche presenti nell’amministrazione comunale.

«Se il sindaco si dichiara di centrosinistra, come fa ad amministrare con pezzi del centrodestra?», si chiede Sinistra Italiana, che richiama anche le posizioni assunte in passato da Ammatuna nei confronti delle aree politiche riconducibili a Cuffaro e Abbate, contestando al primo cittadino la convivenza amministrativa con esponenti di altre componenti del centrodestra.

Un passaggio che sposta dunque il confronto dal terreno della memoria storica a quello degli equilibri politici cittadini. Secondo Sinistra Italiana, il voto avrebbe rappresentato anche un’occasione per chiarire le posizioni delle diverse forze presenti in Consiglio comunale rispetto all’eredità del fascismo.

Nel comunicato non mancano inoltre critiche a Fratelli d’Italia, accusato dal partito di aver difeso la figura di Pennavaria senza ricordarne le responsabilità storiche.

La vicenda potrebbe non esaurirsi con questo voto. Sinistra Italiana pone infatti un ulteriore interrogativo, destinato ad alimentare il dibattito politico: «Si replicherà l’identico copione per la cancellazione dell’onorificenza a Mussolini?»

Una domanda che apre un nuovo fronte di confronto sulla memoria storica e sulle cittadinanze onorarie conferite durante il ventennio fascista, mentre resta aperta la frattura politica emersa nell’aula consiliare di Pozzallo.

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