Aveva appena 37 anni Rosario Livatino quando, il 21 settembre 1990, venne assassinato mentre si recava al Tribunale di Agrigento. Era solo, senza scorta, diretto al lavoro. Trentasei anni dopo, la sua memoria torna a parlare alle nuove generazioni attraverso un gesto semplice, concreto e profondamente simbolico: donare il sangue.
Lunedì 21 settembre, a partire dalle ore 7.30, la sede AVIS di Modica, presso l’Ospedale Maggiore, ospiterà una giornata straordinaria di donazione dedicata alla memoria del magistrato ucciso dalla mafia. Un appuntamento che vuole trasformare il ricordo in partecipazione e l’impegno civile in un gesto capace di aiutare concretamente gli altri.
“Capaci di Donare”, la memoria delle vittime delle mafie diventa solidarietà
L’iniziativa rientra nel progetto “Capaci di Donare”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e da AVIS Regionale, con il supporto dell’Assessorato della Salute.
Il progetto accompagna l’anno attraverso tre giornate di donazione legate ad altrettante date simbolo della lotta alle mafie: il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci; il 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio; e il 21 settembre, anniversario dell’assassinio del giudice Rosario Livatino.
Un percorso nel quale la donazione del sangue diventa anche uno strumento per mantenere viva la memoria e trasmettere ai più giovani il valore della responsabilità, della legalità e della partecipazione alla vita della comunità.
Rosario Livatino, il “Giudice Ragazzino” simbolo per le nuove generazioni
La giornata del 21 settembre assume per AVIS Modica un significato particolare proprio per il legame con i giovani. Livatino, ucciso a soli 37 anni, è conosciuto come il “Giudice Ragazzino”, un appellativo legato alla sua giovane età e divenuto nel tempo simbolo della sua figura e del rigore con cui interpretò il proprio ruolo al servizio dello Stato.
La sua storia continua a essere proposta alle nuove generazioni come testimonianza di impegno e senso del dovere. Ed è proprio ai giovani maggiorenni che AVIS Modica rivolge un invito speciale: partecipare alla giornata di donazione significa non soltanto compiere un gesto di solidarietà, ma anche fermarsi a riflettere sul significato della legalità e della responsabilità individuale.
“Il sangue si dona, non si versa”: il messaggio di AVIS Modica
“Il sangue si dona, non si versa” è il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa, una frase che assume un valore particolarmente intenso quando viene accostata alla memoria di chi ha perso la vita per servire lo Stato.
“‘Il sangue si dona, non si versa’ è un messaggio che quest’anno ha assunto un significato profondo”, ha dichiarato il direttivo di AVIS Modica. “La figura del giudice Livatino, il ‘Giudice Ragazzino’, è un esempio luminoso per le nuove generazioni: dedicare a lui questa giornata significa unire la memoria di chi ha servito lo Stato fino al sacrificio estremo al gesto concreto della donazione, che è a sua volta un atto di responsabilità e di cittadinanza attiva”.
Da qui l’appello rivolto all’intera comunità modicana e, in modo particolare, ai giovani: “Invitiamo tutta la comunità modicana, e in particolare i più giovani, a partecipare numerosi”.

