Quasi 1.200 vittime sul lavoro in Italia nel 2025 e 498 decessi nei primi sei mesi del 2026: numeri che raccontano una vera emergenza e riportano al centro del dibattito la necessità di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. È stato questo il tema centrale della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, celebrata domenica 11 ottobre al Castello di Donnafugata, nel territorio di Ragusa.
L’iniziativa, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’INAIL e dell’associazione per ricordare chi ha perso la vita lavorando e richiamare l’attenzione su un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione.
Una giornata di commemorazione, ma anche un’occasione per ribadire che la sicurezza non può essere considerata un costo né affidata a interventi occasionali: deve diventare una priorità concreta e permanente.
Morti e infortuni sul lavoro, i numeri che preoccupano
I dati richiamati durante la manifestazione restituiscono un quadro allarmante. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 1.189 decessi legati al lavoro, mentre nei primi sei mesi del 2026 le vittime sono state 498. Numeri che richiamano l’urgenza di politiche efficaci per contrastare gli incidenti e proteggere la salute dei lavoratori.
L’attenzione dell’ANMIL si concentra soprattutto sulla prevenzione, sulla diffusione della cultura della sicurezza e sulla necessità di affrontare le cause strutturali che rendono ancora troppo rischioso il lavoro in numerosi settori.
La Giornata nazionale, celebrata ogni anno nella seconda domenica di ottobre, rappresenta un momento di memoria per le vittime e di sensibilizzazione rivolto all’intera società.
Maria Agnello: «Servono politiche strutturali, non interventi emergenziali»
Ad aprire la cerimonia è stata Maria Agnello, presidente territoriale ANMIL di Ragusa, che nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sull’andamento delle denunce d’infortunio e sulla necessità di superare un approccio basato esclusivamente sull’emergenza.
«Il 2025 ci ha consegnato dati relativi alle denunce d’infortunio in aumento rispetto all’anno precedente e i primi otto mesi del 2026 non accennano a restituirci un quadro differente», ha sottolineato Agnello.
La presidente ha evidenziato come il contrasto agli incidenti sul lavoro richieda scelte politiche di lungo periodo, capaci di intervenire sulle condizioni che espongono maggiormente i lavoratori al rischio.
Tra i punti indicati figurano il superamento della precarietà, una maggiore tutela pensionistica per i lavoratori anziani e misure strutturali per proteggere chi è maggiormente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
«Senza la messa in campo di provvedimenti strutturali, e non emergenziali, per i lavoratori maggiormente penalizzati dagli effetti dei cambiamenti climatici… senza tutto questo i numeri giornalieri di infortuni e morti sul lavoro non cambieranno», ha affermato la presidente territoriale ANMIL.
Un richiamo che mette in evidenza come la sicurezza debba essere affrontata tenendo conto anche dell’età dei lavoratori, della precarietà e delle nuove condizioni ambientali.
Le istituzioni al Castello di Donnafugata per ricordare le vittime
Alla commemorazione hanno preso parte il consigliere nazionale ANMIL, Nino Capozzo, i componenti del consiglio territoriale e numerosi rappresentanti istituzionali.
Presenti il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, con l’assessore Elvira Adamo; la presidente del Libero Consorzio, Maria Rita Schembari; il deputato regionale Giorgio Assenza; il vicesindaco di Vittoria, Giuseppe Fiorellini; il responsabile della sede INAIL di Ragusa, Giorgio Stracquadanio, e l’assistente sociale Francesca Mangiapane.
La cerimonia si è aperta con l’esecuzione del «Silenzio», il brano strumentale che accompagna tradizionalmente l’omaggio ai caduti. Il programma è poi proseguito nella Sala Bifora del Castello, dove la riflessione sui dati degli infortuni si è intrecciata con il ricordo delle vittime e con l’impegno per una maggiore tutela dei lavoratori.
«La Moda che include»: in mostra gli abiti realizzati nel percorso di formazione
La giornata ha dato spazio anche all’inclusione lavorativa attraverso una mostra allestita in una sala attigua del Castello di Donnafugata. In esposizione gli abiti realizzati la scorsa primavera al termine del corso di formazione «La Moda che include», organizzato e finanziato dall’IRFA, l’Istituto di Riabilitazione e Formazione dell’ANMIL.
L’iniziativa è rivolta alla creazione di opportunità concrete di inserimento professionale per le persone con disabilità da lavoro e per i loro familiari.
I partecipanti al corso hanno realizzato eleganti abiti bianchi in taffetà, impreziositi dalla riproduzione dei monumenti barocchi di Ragusa, elaborata a partire dalle fotografie di Toni Campo.
Un progetto che affianca alla formazione professionale il valore dell’inclusione, mostrando come sia possibile costruire nuove opportunità lavorative anche per chi ha dovuto affrontare le conseguenze di un infortunio o di una disabilità.
La messa in memoria delle vittime e il messaggio di Papa Leone XIV
La celebrazione si è conclusa nella chiesa di Sant’Antonio Abate, la parrocchia di Donnafugata, con una messa dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro. A officiare la funzione è stato il parroco, don Salvatore Azzara.
La Giornata nazionale è stata celebrata contemporaneamente in tutta Italia. Una delegazione ANMIL ha partecipato anche all’Angelus in Piazza San Pietro, a Roma, dove Papa Leone XIV ha salutato il gruppo dell’associazione e incoraggiato gli sforzi per la prevenzione.
Un messaggio che si inserisce nel significato più profondo della ricorrenza: ricordare chi non è tornato a casa dopo una giornata di lavoro e richiamare istituzioni, imprese e società civile alla responsabilità di impedire che altre famiglie debbano vivere lo stesso dolore.
I dati di Italia, Sicilia e provincia di Ragusa: il confronto tra 2025 e 2026
Il quadro nazionale, regionale e provinciale è essenziale per comprendere l’andamento degli infortuni sul lavoro, degli incidenti mortali e delle malattie professionali. Il confronto tra i primi sei mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 consente di individuare le tendenze e le criticità nei diversi territori.
I dati relativi a Italia, Sicilia e provincia di Ragusa, annunciati a corredo della Giornata ANMIL, permetteranno di approfondire l’evoluzione del fenomeno e di valutare l’urgenza di interventi mirati.
La sfida resta quella di trasformare la memoria in prevenzione e gli appelli in azioni concrete: perché ogni infortunio evitato e ogni vita salvata rappresentano un risultato irrinunciabile.
INFORTUNI TOTALI DENUNCIATI
ITALIA gennaio-luglio 2025 = 349.444 gennaio-luglio 2026 = 368.085 +5,3%
SICILIA gennaio-luglio 2025 = 15.461 gennaio-luglio 2026=17.030 +10,1%
RAGUSA gennaio-luglio 2025 = 1.269 gennaio-luglio 2025= 1.362 +7,3%
INFORTUNI MORTALI
ITALIA gennaio-luglio 2025 = 607 gennaio-luglio 2026 = 595 -2%
SICILIA gennaio-luglio 2025 = 51 gennaio-luglio 2026= 50
RAGUSA gennaio-luglio 2025 = 2 gennaio-luglio 2026= 4
MALATTIE PROFESSIONALI
ITALIA gennaio-luglio 2025 = 59.857 gennaio-luglio 2026= 69.796 +16,6%
SICILIA gennaio-luglio 2025 = 999 gennaio-luglio 2026= 1.387 +38,8%
RAGUSA gennaio-luglio 2025 = 48 gennaio-luglio 2026= 92 +91,7%

