Playa Grande, scontro sulla struttura balneare. Firullo: «Autorizzazioni temporanee, tanto rumore per nulla»

SCICLI – Si allarga il confronto sulla struttura turistico-balneare in corso di realizzazione a Playa Grande. Dopo l’intervento di Legambiente Sicilia, che ha presentato istanze di accesso agli atti per verificare autorizzazioni e procedure ambientali, arriva la presa di posizione di Antonello Firullo, presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, secondo il quale sulla vicenda sarebbe stato fatto «tanto rumore per nulla».

Firullo sostiene innanzitutto che non si tratterebbe di una concessione demaniale permanente, bensì di tre autorizzazioni di breve durata, rilasciate a Blu Lava Srl, Namar Srl ed Edil Crea Srl, relative alla stessa struttura e al medesimo punto catastale. Secondo il presidente dell’associazione, le società risulterebbero in possesso dei pareri richiesti dagli enti competenti, compreso quello paesaggistico.

Una ricostruzione che si inserisce in un dibattito già acceso. Legambiente Sicilia e il circolo di Scicli “Kiafura” hanno infatti chiesto di visionare concessioni, autorizzazioni paesaggistiche e Valutazioni di Incidenza, sottolineando la presenza nell’area di diversi regimi di tutela ambientale. L’associazione ambientalista ha precisato di non voler anticipare giudizi sulla legittimità degli interventi, chiedendo però che tutti gli atti siano pubblici e verificabili.

Firullo contesta anche le iniziative annunciate dalle associazioni locali e pone l’accento sulla durata limitata dei titoli. L’autorizzazione riferita a Blu Lava sarebbe già scaduta, quella di Namar, società che starebbe eseguendo l’intervento, scadrà il 31 agosto 2026, mentre quella di Edil Crea avrà termine il 31 ottobre. Dopo tali scadenze, sostiene Firullo, le attività non potranno proseguire, salvo differenti provvedimenti delle autorità competenti.

Sul tavolo resta anche la decisione del Comune di Scicli che il 17 agosto ha disposto la revoca dell’affidamento a Blu Lava Resorts di un’area verde pubblica di Playa Grande, precedentemente assegnata nell’ambito del progetto “Adotta il Verde”.

Due letture differenti, dunque, di una vicenda destinata a rimanere al centro dell’attenzione: da una parte le richieste di trasparenza e verifica avanzate dalle associazioni ambientaliste, dall’altra la posizione di Firullo, che richiama la natura temporanea delle autorizzazioni e respinge l’idea che queste possano attribuire diritti permanenti sull’area.

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