Ragusa si distingue in Sicilia per la quota più alta di attestati di prestazione energetica nelle classi A, ma il patrimonio edilizio regionale resta fortemente concentrato nelle fasce meno efficienti. Nel 2025 oltre la metà degli APE siciliani è ricaduta nelle classi F e G.
Bollette energetiche sempre più pesanti, un quadro internazionale che rende più complesso l’approvvigionamento e un patrimonio immobiliare ancora in larga parte datato. È questo il mix che continua a incidere sui consumi delle famiglie italiane, riportando al centro una questione decisiva: l’efficienza energetica degli edifici.
In Sicilia la fotografia restituita dai dati SIAPE mostra ancora ampi margini di intervento. Nel 2025 sono stati emessi 92.564 Attestati di Prestazione Energetica (APE) e circa il 53% delle certificazioni è risultato concentrato nelle due classi energetiche peggiori, F e G.
Nel quadro regionale, però, Ragusa emerge come la provincia con la maggiore incidenza di APE nelle classi energetiche A, pari al 12%. Un dato che colloca il territorio ibleo davanti a Siracusa, al 10%, e alle altre province siciliane. Un segnale di maggiore presenza di immobili ad alta efficienza, che si inserisce tuttavia in un contesto regionale nel quale la riqualificazione del patrimonio edilizio resta una delle principali sfide per ridurre consumi e costi.
Ragusa prima in Sicilia per gli APE nelle classi A
Il dato più significativo per il territorio ibleo riguarda proprio la fascia alta della classificazione energetica. Nel 2025, il 12% degli APE emessi in provincia di Ragusa è riconducibile alle classi A, la percentuale più elevata registrata in Sicilia.
Seguono Siracusa con il 10%, Trapani e Catania con l’8%, Messina e Caltanissetta con il 7%, mentre Palermo, Enna e Agrigento si fermano al 5%.
La fotografia evidenzia dunque una posizione relativamente favorevole per Ragusa sul fronte degli edifici più efficienti. Ma il dato deve essere letto insieme a quello relativo alle classi F e G: anche in provincia di Ragusa il 50% degli APE rientra nelle due fasce energetiche meno efficienti.
Il quadro è quindi quello di un patrimonio edilizio caratterizzato da una marcata polarizzazione: da una parte una quota di immobili che raggiunge le classi energetiche più alte, dall’altra una consistente parte degli edifici che presenta ancora ampi margini di miglioramento.
In Sicilia il 53% degli APE è nelle classi F e G
A livello regionale, il problema appare ancora più evidente. Dei 92.564 APE emessi in Sicilia nel 2025, il 26,2% appartiene alla classe F e il 26,5% alla classe G. Complessivamente, dunque, circa il 53% delle certificazioni riguarda le due classi energetiche peggiori.
All’estremo opposto, le classi dalla A1 alla A4 rappresentano complessivamente circa il 7% degli APE. La sola classe A4, quella associata al livello più elevato di efficienza energetica, raggiunge il 2,1%.
Per Ragusa, il 12% di APE nelle classi A rappresenta quindi un dato superiore alla media regionale, ma non cancella la necessità di intervenire sulla quota consistente di edifici che continua a collocarsi nelle fasce F e G.
Enna e Agrigento le province con più edifici nelle classi peggiori
Il confronto tra le province siciliane restituisce differenze significative. La maggiore incidenza di APE nelle classi F e G si registra a Enna, con il 70%, seguita da Agrigento con il 63% e Caltanissetta con il 60%.
Seguono Trapani con il 57%, Palermo con il 53%, Catania con il 51%, quindi Ragusa e Siracusa entrambe al 50%. Messina chiude il quadro con il 45%.
I numeri mostrano quindi quanto sia ancora estesa la necessità di riqualificazione energetica nell’edilizia residenziale siciliana, anche nei territori che presentano una maggiore presenza di immobili nelle classi energetiche più elevate.
Bonus edilizi, una spinta alla riqualificazione
Negli ultimi anni a muovere il mercato della riqualificazione sono stati soprattutto i bonus edilizi. Secondo le recenti stime di Nomisma richiamate da SAIE, gli interventi incentivati avrebbero consentito all’Italia di raggiungere il 56% degli obiettivi al 2030 previsti dalla Direttiva Case Green.
Un risultato che, secondo l’analisi proposta da SAIE, non sarebbe però sufficiente a garantire il completamento del percorso. La riqualificazione del patrimonio immobiliare richiede infatti continuità degli investimenti, strumenti di sostegno e un quadro di attuazione definito.
Il tema diventa particolarmente rilevante in Sicilia, dove la presenza ancora molto elevata di edifici nelle classi F e G indica un potenziale significativo di riduzione dei consumi attraverso interventi sull’involucro edilizio, sugli impianti e sulle tecnologie per l’efficienza energetica.
Riqualificare gli edifici significa ridurre consumi e aumentare il valore
Il tema non riguarda soltanto le bollette. La riqualificazione energetica può incidere anche sul valore degli immobili e sull’intera filiera delle costruzioni, coinvolgendo progettisti, imprese, produttori di materiali e tecnologie, installatori e professionisti.
È questa la prospettiva indicata da Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE, secondo il quale i dati SIAPE evidenziano in Sicilia un patrimonio residenziale con un importante potenziale di riqualificazione.
Bianchi sottolinea inoltre come il settore debba confrontarsi con la volatilità dei prezzi dell’energia e con un quadro europeo caratterizzato da requisiti progressivamente più stringenti. In questo scenario, secondo il direttore generale di SAIE, innovazione, tecnologie e competenze diventano elementi essenziali per rendere gli interventi di riqualificazione più diffusi e scalabili.
A Bologna il confronto sulla riqualificazione energetica
Il tema sarà al centro della sessantesima edizione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.
La manifestazione sarà occasione di confronto per la filiera delle costruzioni sui temi dell’efficienza energetica, della riqualificazione edilizia, delle nuove tecnologie e dell’innovazione.
Per la Sicilia e per territori come Ragusa, il tema assume un peso particolare: il dato del 12% di APE nelle classi A, il più alto a livello regionale, rappresenta un elemento positivo, ma il 50% di certificazioni ancora nelle classi F e G conferma quanto sia ampia la partita della riqualificazione energetica del patrimonio residenziale.
Foto realizzata con AI

