Una famiglia di tre persone passerà da 205 a 226 euro all’anno. L’Ati difende la scelta: «Tariffe tra le più basse d’Italia». Il consigliere Giannone attacca: «Decisione inaccettabile, si dicano i nomi di chi ha votato a favore»
L’acqua costerà di più in tutti i dodici comuni della provincia di Ragusa. L’aumento previsto è del 10,5%, superiore alla media nazionale del 6,4%. Una decisione che peserà sulle bollette delle famiglie e che ha già acceso lo scontro politico, soprattutto a Pozzallo, dove il consigliere comunale Franco Giannone contesta duramente il provvedimento e chiede di rendere pubbliche le responsabilità dei sindaci che lo hanno sostenuto.
L’Assemblea territoriale idrica (Ati) di Ragusa, riunita il 26 ottobre, ha approvato a maggioranza l’aggiornamento tariffario del servizio idrico integrato per il biennio 2026-2027. Il provvedimento dovrà adesso essere trasmesso all’Arera, l’Autorità nazionale di regolazione, alla quale spetta l’approvazione definitiva.
Quanto aumenterà la bolletta
I numeri forniti dall’Ati permettono di quantificare l’impatto del rincaro.
Per una famiglia di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi, la spesa passerà dai 205 euro del 2025 ai 226 euro previsti per il 2026. Significa 21 euro in più all’anno, con un costo per metro cubo che salirà da 1,37 a 1,50 euro.
L’Ati sottolinea che, nonostante l’adeguamento, le tariffe ragusane rimangono tra le più basse d’Italia. Il confronto è con la spesa media nazionale del 2025, pari a 388 euro annui per la stessa tipologia di utenza.
Secondo l’Assemblea territoriale idrica, l’aumento è necessario per coprire i costi effettivi del servizio, compresi quelli dell’energia elettrica, e garantire a Iblea Acque maggiori risorse operative per migliorare la gestione. L’Ati rivendica inoltre la scelta della gestione pubblica attraverso una società in house, ritenuta più conveniente rispetto al coinvolgimento di soggetti privati.
Il voto dei sindaci: nove favorevoli, due contrari
È proprio sul voto dei primi cittadini che si concentra la polemica politica.
Secondo quanto riferito dal consigliere comunale di Pozzallo Franco Giannone, dei dodici sindaci presenti alla seduta, nove hanno votato a favore dell’aumento, uno si è astenuto e soltanto due, quelli di Pozzallo e Ispica, hanno espresso voto contrario.
Giannone definisce la decisione «del tutto inaccettabile» e chiede che vengano resi noti i nomi dei sindaci favorevoli al rincaro.
«Per quale motivo si continua a parlare genericamente di sindaci senza indicare con precisione chi ha votato a favore e chi ha votato contro?», è il senso della contestazione sollevata dal consigliere, che richiama il principio della trasparenza nei confronti dei cittadini.
Giannone: «Ammatuna ha difeso la città»
Il consigliere esprime apprezzamento per la posizione assunta dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che insieme al collega di Ispica si è opposto all’adeguamento tariffario.
Secondo Giannone, Ammatuna, «spesso solo contro tutti», avrebbe difeso gli interessi della comunità pozzallese, a differenza di chi ha sostenuto il provvedimento.
Il consigliere auspica inoltre una presa di posizione del Consiglio comunale di Pozzallo a sostegno della battaglia contro il rincaro.
Il confronto politico si concentra dunque su due aspetti: da una parte la necessità, sostenuta dall’Ati, di garantire l’equilibrio economico della gestione idrica e migliorare il servizio; dall’altra la contestazione di un aumento superiore alla media nazionale, che arriverà nelle bollette degli utenti.
Un dato, intanto, è certo: mentre l’Ati rivendica tariffe ancora inferiori alla media italiana, per le famiglie ragusane il costo dell’acqua è destinato ad aumentare.

