MODICA – Il richiamo della Prefettura alle guide turistiche sul corretto utilizzo della denominazione “Cioccolato di Modica Igp” riaccende un confronto che ormai va ben oltre la questione dalla quale tutto è partito e che, con l’avvicinarsi di ChocoModica, sta assumendo i contorni di un vero e proprio dibattito cittadino.
L’intervento della Prefettura è arrivato dopo una segnalazione del Consorzio di Tutela, secondo cui alcune guide avrebbero indirizzato i visitatori verso prodotti presentati come “Cioccolato di Modica” pur non disponendo della certificazione Igp. Da qui l’invito rivolto alle associazioni di categoria a sensibilizzare gli iscritti affinché forniscano informazioni corrette, evitando di associare la denominazione protetta a prodotti privi della certificazione e del contrassegno di tracciabilità.
Una presa di posizione che non è piaciuta alle guide turistiche. Le professioniste si dicono «profondamente amareggiate» e respingono qualsiasi responsabilità nella diffusione di informazioni scorrette ai visitatori. «Ci dà fastidio che si dica che siamo noi a veicolare ai turisti il cioccolato di Modica fornendo false indicazioni o portandoli ad acquistare da chi non ha il marchio», sostengono.
Ma la questione ha ormai superato il confronto tra Consorzio e guide. Sullo sfondo c’è un dibattito più ampio sul rapporto tra la tutela della denominazione Igp, la storia del prodotto e il modo in cui il cioccolato viene raccontato e promosso.
Ad alimentarlo sono arrivati anche gli interventi di Piergiorgio Barone e Grazia Dormiente. Barone ha contestato duramente l’impostazione seguita nella tutela del marchio, richiamando anche la storia di Franco Ruta e dell’Antica Dolceria Bonajuto. Dormiente ha replicato riportando il confronto sul terreno della ricostruzione storica e ricordando come il Cioccolato di Modica non possa essere ricondotto a un unico protagonista, ma rappresenti il patrimonio di una collettività.
Posizioni differenti che confermano quanto il tema sia diventato sensibile. E mentre si avvicina il ritorno di ChocoModica, attorno al prodotto simbolo della città si intrecciano tutela del marchio, storia, promozione e identità.

