ChocoModica cambia calendario. La manifestazione dedicata al Cioccolato di Modica IGP non si terrà più dal 30 ottobre al 1° novembre, come previsto inizialmente, ma sarà rinviata al ponte dell’Immacolata, dal 5 all’8 dicembre. Una modifica arrivata nel giro di pochi giorni che conferma le incertezze emerse attorno all’organizzazione dell’edizione 2026.
Appena il 26 settembre, infatti, l’amministrazione comunale aveva ribadito le date originarie. Al centro del confronto c’erano soprattutto la collocazione degli stand e la possibile chiusura di corso Umberto, tema sul quale commercianti e residenti avevano espresso diverse perplessità. La soluzione prospettata dal Comune prevedeva lo spostamento dell’area espositiva da piazza Monumento verso la zona della biblioteca, con l’obiettivo di mantenere libera durante le ore diurne la parte centrale di corso Umberto.
Nel giro di pochi giorni, però, il quadro è cambiato. Il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP ha infatti chiesto di spostare l’appuntamento al periodo dell’Immacolata e l’amministrazione comunale ha successivamente accolto la richiesta.
Sul rinvio interviene anche il presidente di Confcommercio Modica, Giorgio Moncada, che parte da una frase attribuita ad Albert Einstein: «È meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione».
«Voglio conservare questo principio e trasmettere ottimismo – afferma Moncada –. Sul discorso delle date, come Confcommercio avevamo ampiamente segnalato il problema, non come atto di accusa ma per serietà e per tutelare quanti si stavano già impegnando nell’organizzazione».
Il presidente fa riferimento, tra gli altri, alle agenzie di viaggio e alle segnalazioni relative a pullman già programmati per raggiungere Modica nelle date che ora sono state cancellate. Moncada, tuttavia, guarda al nuovo calendario anche come a una possibile occasione di rilancio: «Spero che il tempo in più che si sono presi serva a migliorare la manifestazione. Voglio leggerla in una logica ottimistica».
Non manca però un richiamo alla responsabilità: «Nessuno qui è stupido. Bisogna fare attenzione perché, diversamente, rischiamo di imboccare una strada di non ritorno. Qualcuno dovrà dare conto di un’economia che si perde e di un eventuale danno d’immagine. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».
Il cambio di data riaccende anche il dibattito sul futuro stesso del format. Nel confronto è intervenuto Eugenio Guarducci, fondatore di Eurochocolate, che sui social ha ripercorso il rapporto con Modica, iniziato nel 2005 e proseguito fino all’Expo di Milano del 2015.
Secondo Guarducci, l’esperienza di ChocoModica, almeno nella forma con cui è stata proposta finora, avrebbe ormai concluso il proprio ciclo. «Mi telefonò qualche anno fa l’allora sindaco Abbate e gli suggerii di non chiamare più la kermesse ChocoBarocco ma ChocoModica. Mi ha ascoltato. Ora è tempo di andare oltre».
Il patron di Eurochocolate si dice disponibile a un nuovo confronto con il Comune, gli operatori e il Consorzio, prospettando un progetto diverso, incentrato sul concetto internazionale del “bean to bar”, dal seme alla tavoletta, e su una più ampia strategia di marketing turistico in grado di attirare nuovi flussi verso la città.
A ricostruire nel dettaglio le tappe che hanno portato al cambio di data è l’assessore comunale Leandro Giurdanella. «Il 28 settembre abbiamo incontrato il Consorzio, che si è preso 24 ore per valutare il cambio della location. Dopo un Cda interno, il 29 settembre ci ha inviato una nota nella quale chiedeva lo spostamento della data dal 5 all’8 dicembre».
«La Giunta si è riunita e ha ritenuto utile accordare questo cambio di data – aggiunge Giurdanella –. So che il Consorzio è già al lavoro per organizzare al meglio l’evento dal 5 all’8 dicembre».
ChocoModica riparte dunque dal ponte dell’Immacolata. Ora il tempo supplementare dovrà essere utilizzato per definire e costruire l’edizione 2026, mentre rimane aperto il confronto sul modello organizzativo e, più in generale, sul futuro di una manifestazione chiamata a promuovere e valorizzare uno dei prodotti simbolo di Modica.

